Arte

Cosmesi tra mastabe e templi

Come le donne e gli uomini antichi cercavano il bello

Negli ultimi anni sono molti gli studiosi che, con le loro ricerche, si sono cimentati nello studio dei dettagli delle grandi scoperte archeologiche: soprattutto quelli che potrebbero sembrare i più marginali. Tuttavia questi studi sono molto importanti perché aiutano a comprendere il lifestyle dei diversi popoli a cui, nel corso della storia, “è toccato in prestito un pezzo di terra”.

Dalle pitture murali che si trovano disseminate tra le sabbie d’Egitto emerge l’importanza riservata dagli antichi al make-up del contorno occhi. Si è quasi del tutto certi che a quei tempi truccarsi fosse prassi comune a entrambi i sessi. Il cosmetico più in voga, che prendeva il nome di Kohl, è a tutti gli effetti paragonabile a un moderno eye-liner. L’intensità del colore e la sua quasi del tutto certa resistenza al torrido clima egiziano derivavano dal perfetto equilibrio tra la componente grassa e una finissima polvere di malachite.

Gli Egiziani erano, inoltre, esperti nella produzione di sieri, lozioni e balsami che avevano l’obiettivo di profumare e ravvivare pelle e capelli sia prima che dopo la morte. Alcune recenti scoperte hanno mostrato al mondo mummie con capelli in eccellente stato di conservazione. I balsami adoperati erano principalmente costituiti da cera d’api mista agli estratti di un frutto, il pistacchio, che all’ombra delle piramidi era considerato quasi miracoloso. Risulta anche molto innovativo, seppur nella sua semplicità, il metodo usato per la depilazione; si spalmava una pasta a base di miele che veniva poi rimossa dal corpo con delle semplici strisce di tessuto; un’usanza sopravvissuta ai millenni.

Il trucco degli occhi delle donne e degli uomini greci non doveva essere da meno. Lo sviluppo dei commerci e il fascino esotico esercitato dalle sabbie d’Egitto ha fatto giungere il Kohl anche alle pendici dell’Acropoli subentrando al “buon vecchio metodo” delle formiche e/o altri insetti bruciati e polverizzati. Dagli Egizi avevano anche appreso la capacità di creare un antenato del sapone a base di cenere e caolino, una speciale tipologia di argilla particolarmente apprezzata tutt’oggi nella cosmesi.

Nell’Antica Grecia, dove ai tempi di Policleto veniva data un’enorme importanza alla ricerca della perfezione nella raffigurazione scultorea dell’essere umano, il corpo era visto come una prigione per l’anima. Questo era anche uno scrigno prezioso da agghindare, profumare, curare e decorare. Le analogie e le differenze nei modi in cui questi due popoli, così apparentemente lontani da noi, mostrano l’importanza legata alla percezione visiva fanno comprendere che la percezione estetica è mobile e cambia nel corso del tempo.

Rosario Patti

Sono Rosario e faccio tante cose. Adoro sognare, l'ironia, i libri, i pranzi di Natale ed essere autentico a 360°. Mi piace chiacchierare di Arte, di mete da esplorare e di musica. Amo la poesia e il dialogo con le persone che mi circondano.
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